A tavola con l’argento vivo... Un pasto interattivo

  • Posted on:  Venerdì, 08 Luglio 2016 12:23
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Continua la mia avventura nel mondo della ADHD, con lo scopo di approfondire la conoscenza ed acquisire maggiore padronanza di questa realtà, putroppo non semplice da analizzare, comprendere ed affrontare.

Addentrandomi in siti e blog dedicati all'argomento, mi salta evidente all'occhio l'attitudine di descrivere spesso l’esperienza di avere un figlio 'malato di vivacite' come l’insormontabile ed irrisolvibile disgrazia del millennio! Lungi da me l'intento di criticare o giudicare. Non avendo la presunzione di detenere la verità assoluta sull’argomento, la mia riflessione vuole essere solo uno spunto per osservare questa problematica da un punto di vista differente, sperando che possa essere utile a dare nuovi spunti di riflessione a chi convive con questa problematica.

Il punto di vista di chi è coinvolto in qualita di familiare è, in molti casi, quello di un soggetto incompreso che vive un viaggio di sola andata all’inferno, e come dargli torto...Leggo di genitori che, presi dal vortice emotivo,rischiano di non cogliere il valore e potenziale nascosto nell'unicità dei propri figli. Molti descrivono la loro vita, indubbiamente complessa e stancante,come un'apocalisse quotidiana, accreditando e rinforzando tesi e ricerche che non poggiano su analisi mediche oggettive. Prendo putroppo atto dell'eststenza di genitori che, sicuramente in buona fede, presi dalla disperazione, dalla soflerenza e purtroppo, in qualche caso, dalla pigrizia nell'agire, finiscono per far ricorso alla somministrazione di psicofarmaci ai propri figli, con la speranza di rendere meno angosciosa e complessa la loro vita familiare.

Io, vivendo la vita con una visione dialettica e possibilista, da inguaribile ottimista, ho provato a guardare la mia esperienza quotidiana con un bambino certificato ADHD da una prospettiva differente e vi dico che si puo senz’altro, seppur in un contesto impegnativo e stressante come quello che vivo quotidianamente, ricevere sorprendenti spunti di serenità e...creatività!

Questi genitori spesso descrivono I loro figli come Ingestibili, Indomabili, Indisciplinati, Inaffidabili, Inadeguati, Incoscienti ecc.. dando a quel suffisso In un’accezione esclusivamente negativa e pessimista. Da musicista creativa quale sono, quel prefisso ho provato a ribaltarlo, interpretarlo e inventarlo in maniera positiva, legandolo ad un termine attualissimo e che calza a pennello per mio figlio: InterATTIVO, altro che Iperattivo!!!

Sl perché la più bella dote di mio figlio e di essere, nella sua irruenza indomabile, un bambino con una molteplicità di interessi e curiosità da soddisfare quotidianamente.

L'esempio più piacevole e calzante, non senza qualche simpatico imbarazzo da parte di noi adulti, è ll rito conviviale del pasto.

Sapete quel momento in cui tutta la famiglia è riunita intorno ad in tavolo (tondo perchè in casa mia siamo tutti uguali ed equidistanti, quindi niente capotavola), televisore rigorosamente assente, in modo che le brutte notizie del tg non disturbino la famiglia riunita ed i cartoni animati non distraggano i bambini che finalmente sono protagonisti di un breve, antichissimo e fondamentale rito ancestrale: la condivisione del pasto in buona compagnia!

Da anni ormai mi sono resa conto che, con cadenza regolare, nell'intervallo tra il primo e secondo piatto, quando la sua fame comincia a placarsi, Luca porge ai presenti una serie incessante di domande incalzanti. Fin qui niente di nuovo direte... attività tipica dei bambini... La particolarità che suscita a volte ilarita, altre sorpresa, e non raramente sgomento, è il contenuto di queste domande!

Delia Ancarola
Letto 2163 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Luglio 2016 12:32

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