ADHD, DSA Una storia a lieto fine

  • Posted on:  Venerdì, 08 Luglio 2016 12:31
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Non so se ricordate la mia storia, ma ci tengo ancora a ringraziarvi perché. Le vostre informazioni mi hanno dato il coraggio per tagliare i ponti con un insegnante che, facendo presunte diagnosi, e usando un metodo veloce e caotico, ha rovinato il percorso scolastico e l'autostima di mio figlio. Purtroppo, non conoscendo la verità sui "disturbi", l'ho assecondata portando mio figlio dal neuropsichiatra. Pensando di far bene ho accettato la psicomotricità e le diagnosi di deficit dell'attenzione-iperattività, pur non condividendole. Adesso vorrei sinceramente interrompere anche questo percorso, ma non so come fare senza inciampare in altri problemi.

A dicembre ho deciso di diffondere le informazioni che ci date e mi sono fatta molte nemiche in un colpo solo, in primis l'ex insegnante di mio figlio. A quel punto ho deciso di far cambiare scuola al mio piccolo e a gennaio ha iniziato a frequentare in un altro istituto e devo affermare che fortunatamente le cose si stanno evolvendo in maniera molto positiva: mio figlio è cambiato totalmente, non si sente inferiore ai compagni, è sereno, le sue lacune stanno migliorando e legge molto meglio.

Siamo poi stati dal foniatra, che, con il timer alla mano, ha calcolato il tempo e gli errori di lettura e scrittura di mio figlio. Mi ha parlato di probabile dislessia e di eventuali strumenti compensativi-dispensativi. Quando gli ho fatto alcune domande e affermazioni sulla dislessia, mi ha chiesto che lavoro facessi, io gli ho detto che facevo la mamma, e lui mi ha detto allora che mi ero informata troppo, che quelli erano argomenti complessi e che comunque lui aveva parlato di dislessia presuntaperché il bimbo è ancora alla metà della seconda elementare, quindi non si sarebbe potuto ancora stabilire niente di definitivo. Su una cosa però mi ha dato ragione, cioè che il metodo globale ha causato molti problemi!

Alcuni dottori non tengono conto della sensibilità dei bambini che sono sottoposti a continue prove per poter"dimostrare" le proprie abilità e che quindi si approcciano ai test consapevoli di essere continuamente giudicati.

Credo che a discapito dei bambini vada anche il comportamento di medici che prima di sottoporre i piccoli ai test, si relazionano con loro in modo autoritario (com'è successo a noi). Concludo dicendo che noi genitori abbiamo un ruolo fondamentale, se mi fossi fermata alle varie diagnosi di presunti disturbi, la situazione sarebbe precipitatadecisamente. Oggi sono felice perché vedo i quaderni di mio figlio e sopratutto la sua serenità che mi confermano di aver scelto la strada giusta! Vi ringrazio di cuore!

Tizzi

Letto 3836 volte Ultima modifica il Lunedì, 08 Luglio 2019 12:36

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