No alla sindrome da primo della classe. Educhiamo i figli anche a tollerare gli insuccessi

  • Posted on:  Lunedì, 04 Febbraio 2019 14:24
Vota questo articolo
(0 Voti)

di Redazione AdoleScienza.it

E’ fondamentale educare bambini e adolescenti ad affrontare anche la sconfitta, e trasmettere il messaggio che ciò che conta è arrivare in fondo, migliorare, divertirsi, saper accettare che un altro possa fare meglio di noi in quel momento.

Un’interrogazione andata male, un compito sbagliato, una gara persa sono situazioni quotidiane in cui bambini e ragazzi incontrano un fallimento. In questi casi, ai genitori può capitare di andare nel panico, preoccuparsi, magari arrabbiarsi e “farne una tragedia”, come direbbero gli adolescenti, oppure di banalizzare la situazione, sottovalutando le emozioni e le delusioni dei figli in quel momento.

Evitare la sindrome da “primo della classe”. E’ importante sostenere bambini e adolescenti nei momenti di crisi: si impara sin da piccoli a saper perdere, anche attraverso il comportamento dei genitori e le modalità con cui affrontano le sconfitte.
Si rischia, talvolta, di trasmettere ai figli, anche in modo inconsapevole, il messaggio che si è importanti solo se si vince, concentrandosi sui risultati e sul profitto, mentre per loro è fondamentale sentire di essere amati per quello che sono, con i loro limiti e le loro difficoltà, anche se non sono bravi in tutto e se non arrivano sempre al primo posto, a scuola, nello sport o in ogni altra attività.

Bambini e ragazzi che si sentono amati in modo incondizionato non avranno paura di provare, di mettersi in gioco e magari anche di sbagliare, perché riusciranno ad affrontare e tollerare di più anche le sconfitte e le eventuali prese in giro dei coetanei.

Come aiutare i figli ad affrontare un insuccesso? È utile valorizzare anche gli aspetti positivi presenti in un fallimento; nel gioco, ad esempio, si può sottolineare a bambini e ragazzi quando sono stati bravi a rispettare le regole, farli riflettere su quanto si siano divertiti, sulle emozioni che hanno provato, differenziando i giochi in cui si vince per fortuna da quelli in cui conta anche l’impegno.

Leggi tutto l'articolo AdoleScienza.it

Letto 1952 volte

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Approvo