Il rispetto dell'infanzia é per noi una questione di civiltà.

  • Posted on:  Martedì, 01 Aprile 2014 14:24
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Disturbi dell'apprendimento e del comportamento?

Perché Pensare oltre...

 

Pensare oltre da anni svolge un’attività culturale d’informazione rivolta agli adulti affinché l’infanzia sia ritenuta una stagione specifica della vita, un tempo ludico e formativo ricco di opportunità che permettano al ragazzo di scoprire i propri talenti, di esprimerli liberamente, per intraprendere il viaggio della vita costruendo il proprio destino. Un destino tutto da farsi e che non è già scritto in un riduttivo test cognitivo, ma si va scrivendo lungo il cammino.

 Riaffermando in primis le "regole auree" della scienza e della medicina che sono fondamenti del progresso dell’uomo, il nostro approccio teorico ai temi specifici dell’educazione e dell’infanzia perseguono l’obiettivo di intervenire diffondendo una cultura di accoglienza della differenza, della particolarità, della specificità di ciascuno.Costruire la propria strada, valorizzare il proprio talento, riuscire nel proprio progetto di vita è un’impresa che comporta difficoltà e ostacoli.

 Ci sono ragazzi che hanno tempi diversi di apprendimento dei contenuti scolastici. L'età NON è un criterio scientifico per saper leggere e scrivere. 

La standardizzazione del raggiungimento degli obiettivi posti dai programmi scolastici, peraltro ne coerenti ne appropriati all'apprendimento dell'alfabeto, induce  con molta frequenza alla stigmatizzazione e alla  certificazione medica della difficoltà, in totale assenza di analisi mediche oggettive specifiche, come se la facilità  fosse la norma.

 Le testimonianze che riceviamo e che pubblichiamo, mostrano approcci differenti, che RIFIUTANO di accettare diagnosi di: 

 dislessia iperattività discalculia, disgrafia ecc. 

SE non partiamo dall’assunto FALSO che il bambino sia affetto da “disturbo” o da “neuro diversità” , l'ultima parola pseudo-scientifica inventata dall'apparato psico-diagnostico, come genitori e insegnanti allora siamo indotti a cercare i veri perché delle difficoltà e a trovare un modo differente per aiutare il bambino ad apprendere a comprendere, a conoscere e provarsi.

 La difficoltà dell’allievo, diviene allora una risorsa per un’invenzione anche per noi, che può incanalare le differenze e liberare anche degli specifici talenti.

Essere genitori o docente duttili, propositivi, in grado di trovare nuove strategie metodologiche non è facile e si oppone ad una omologazione del sistema del costume come del pensiero. Peraltro gran parte delle invenzioni procedono dall’errore, da una falla nel sistema applicato convenzionalmente, che ha poi mostrato verità e scoperte differenti dai presunti presupposti.

PENSARE oltre auspica un altro modo di fare dunque, un modo differente di intendere, osservare ed ascoltare.

Questi sono anche i requisiti richiesti per tutta l’industria creativa, dall'arte dalla moda, al design per produrre nuovi stili, per creare una cultura.

Quando Armani fu eletto uomo dell’anno su Time, gli chiesero come disegnava un abito, lui rispose, sorprendendo tutti, che non aveva mai disegnato, ideava i vestiti modellando la stoffa sul corpo delle persone, poi ne parlava con la sartoria. Il suo stile è noto in tutto il mondo e la sua procedura resta solo una sua peculiarità ispirativa e inimitabile.

Se ne conclude: a ciascuno la sua strada, ma per  arrivare a questo occorre che le persone siano sensibili alla tolleranza, alla differenza, alla libertà di vivere.  

Nel caso dei bambini e dei giovani si tratta di ascoltare e considerare la difficoltà e la particolarità di ciascuno come un’occasione per tutti, un'opportunità una sfida non facile forse ma un'occasione potenziale per i ragazzi e per noi. Siamo tutti differenti...SEMPRE.

Va da se che lo standard di una media statistica di "essere" come gli altri individui della stessa età e cultura, ha molto a che fare con la sociologia e il controllo delle masse,  ben poco con la scienza e tanto meno con la medicina.

Da una prova difficile, nell’incontro senza pregiudizi, eliminando la inutile etichetta a priori di “ sbagliato” “problematico” da “assistere e curare”: il disturbo gli adulti più ancora dei bambini possono insieme riuscire a fare andare bene le cose.

Il nostro scopo è che l’incontro con Pensare oltre faccia nascere scintille di buon senso e speranza in un mare di confusioni diseducative e di caduta di valori lasciando così  scaturire una mutua collaborazione e sostegno di questa realtà.

 RingraziandoVi per l’interesse a noi mostrato siamo felici di ogni vostro aiuto e supporto.

PENSARE oltre 

Movimento Culturale Onlus

 

 

 

 

 

Letto 17185 volte Ultima modifica il Sabato, 03 Maggio 2014 16:51

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