Insegnare mi spinge a diventare la migliore versione di me

  • Posted on:  Mercoledì, 04 Aprile 2018 15:59
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di Giulia Cabrelle

Per insegnare è necessario imparare, sempre.

Sottopagati, ignorati, dati per scontato, spesso sviliti e chiamati fannulloni, gli insegnanti in Italia non se la passano gran bene. Alla difficoltà del percorso per il mitologico “ruolo” si somma un generale disinteresse, se non disprezzo, da parte di istituzioni e opinione pubblica, per non parlare dei conflitti interni alle singole scuole. Verrebbe da lasciar perdere o cambiare strada, il mondo contemporaneo ci vuole interconnessi e multitasking, in continuo cambiamento e riciclo, chi ce lo fa fare?

No, perché l’epoca delle passioni tristi non può avere la meglio sulla speranza di fare la differenza. Perché è qui ed ora, con questi ragazzi complessi e in questi tempi difficili che si gioca la sfida educativa. Perché domani ci saranno altri tempi e altri ragazzi e la scuola rimarrà il luogo in cui possono guardarsi, riconoscersi e mettersi alla prova e noi insegnanti dobbiamo esserci, perché ne abbiamo bisogno entrambi. Perché, e questo forse non gliel’abbiamo mai detto, ai nostri ragazzi, anche noi insegnanti cresciamo confrontandoci con loro e scopriamo un altro po’ di noi stessi grazie a loro. È una relazione biunivoca, un rapporto dare-ricevere, spesso sbilanciato ma mai unilaterale. A scuola, noi insegnanti abbiamo bisogno dei ragazzi come loro di noi.

 

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Letto 3472 volte Ultima modifica il Lunedì, 14 Gennaio 2019 15:18

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