Sindrome da screaning

  • Posted on:  Mercoledì, 21 Dicembre 2016 16:02
Vota questo articolo
(2 Voti)

Riflessioni tratte da un articolo di Alain Goussot
“I rischi di medicalizzazione nella scuola. Paradigma clinico – terapeutico o pedagogico?
A cura di Luisa Piarulli (Pedagogista)

Abstract
Dilagano gli screaning: una nuova sindrome?
Alain Goussot, eccellente pedagogista da poco scomparso, esprime forte preoccupazione in merito all’aumento scriteriato di diagnosi nelle nostre scuole: DSA, ADHD, Autismo. Attraverso un’analisi lucida della situazione, sostiene che “l’ideologia della diversità crea nuovi ghetti” a favore di una ossessione scientista che incoraggia il dilagare di un approccio medico nei contesti educativi: una vera e propria colonizzazione che volutamente dimentica le conquiste raggiunte con le leggi 517/’77 e 104/’92 che andavano proprio nella direzione opposta. Goussot ci rammenta che la scuola e l’azione pedagogica devono rappresentare lo spazio del possibile…che “solo la Pedagogia fa dell’Educazione e dell’Istruzione un processo di emancipazione e liberazione umana che si oppone a ogni forma di reificazione e di disumanizzazione...E’ necessario riacquisire il tempo pedagogico e la sua possibile utopia”.

La nostra è la società dell’efficienza, della competitività, dei risultati immediati, del tecnicismo, del tutto e subito, elementi dissonanti con i principi educativi di tempo, soggettivizzazione, talento, arte, riflessione e pensiero critico, quindi con un paradigma pedagogico. La Pedagogia è in crisi non perché non ci siano buoni, bravi, ottimi pedagogisti, ma perché ha preso corpo il paradigma clinico-terapeutico ovunque, in primis nelle scuole; un paradigma che svalorizza la cultura umanistica e che riflette umori e tendenze di un contesto sociale, culturale, economico e politico che ha fatto della Pedagogia una scienza “inutile” perché poco aderente ai canoni utilitaristici e consumistici odierni.

Il Pedagogista Alain Goussot, scomparso recentemente e prematuramente, nell’articolo “I rischi di medicalizzazione nella scuola. Paradigma clinico terapeutico o pedagogico?" propone una disamina lucida, cruda, disarmante della questione e denuncia, senza mezzi termini, la condizione dell’attuale società, andando a confermare la preoccupazione di molti studiosi che invocano il ritorno alla Pedagogia.

Secondo lo studioso oggi prevale la scuola azienda costretta a scendere a patti con le logiche dei poteri forti per garantirsi finanziamenti a fronte di progetti edulcorati o che hanno poco a che fare con i sani criteri pedagogici, dove il Preside è Dirigente e promette la via dell’efficientismo tecnologico e l’istruzione tecnica, per creare cittadini al passo con i tempi. La didattica si trasforma in didatticismo, la pedagogia in pedagogismo, così da conformarsi a quegli aridi indicatori di oggettività attraverso griglie di valutazione, tabelle, obiettivi minimi da esplicitare nei PEI o nei PDP per gli alunni “diversi” o per meglio dire con un bisogno educativo speciale.

Goussot osserva che il dilagante processo di medicalizzazione nelle scuole, che volutamente marginalizza la Pedagogia, sempre più risponde a logiche di categorizzazione sociale, di etichettamento che “bolleranno” per sempre quel soggetto che si era afFidato alla scuola. “L’ideologia della diversità crea dei nuovi ghetti” sostiene Goussot e pone l’accento sulla “ossessione scientista” dell’Evidence based Education (EBE) “che trova la sua matrice scientifica nell’Evidence based Medicine”. Cosicchè DSA e BES rappresentano bene, secondo il nostro pedagogista, il fenomeno della colonizzazione della scuola da parte del paradigma clinico-diagnostico e ci ricorda quanto tutto ciò contrasti con la legge 517/ ’77 o con la Legge 104/’92 che andavano proprio nella direzione opposta alla medicalizzazione.

È un dato di fatto che nella scuola di oggi si accentuano le anomalie, i comportamenti problema, cresce il numero di DSA e di ADHD, attualmente anche di autismo. Dilagano gli screaning sui DSA e prevale lo sguardo diagnostico clinico coadiuvato da pratiche di stampo cognitivo-comportamentale (Goussot). Gli insegnanti, ai quali si delegano sempre più compiti, responsabilità, richieste, incombenze burocratiche, in balìa di teorie cosiddette scientifiche, quasi assuefatti, sono diventati abili a leggere in termini di sintomi e patologie ogni comportamento degli alunni che non rispecchi i canoni imposti e le logiche dovute.

Troppo distratto? Disturbo dell’attenzione!
Troppo movimentato? Disturbo dell’iperattività.
Scrive male? È disgrafico. E così via.
Il pedagogista francese Philippe Meirieu sostiene che assistiamo alla sindrome da screaning sistematico e scrive: “…quando il dis è individuato, permette di aggirare la pedagogia, di deresponsabilizzare gli insegnanti e di affidare del tutto un bambino ridotto a un sintomo all’esercito del personale paramedico (Meirieu 2013).

Mentre lo psichiatra americano Allen Frances sostiene che stiamo assistendo a un business notevole e a un giro d’affare non trascurabile per le grosse corporation dei farmaci a livello mondiale. Affermazioni inquietanti che inducono noi pedagogisti ad agire con urgenza, a chiedere interventi istituzionali, ad affermare a gran voce che c’è Bisogno di Pedagogia. Disponiamo di un preziosissimo bagaglio culturale e intellettuale che la storia della Pedagogia, dalla più antica alla più recente, ci offre: riprendiamocelo! Accogliamo con maggiore prudenza teorie e pratiche del mondo anglosassone e riprendiamoci le voci dell’umanesimo di Maria Montessori e di Lorenzo Milani e le battaglie di Franco Basaglia, oggi marginalizzate.

Goussot ripropone “lo stupore pedagogico” che solo può restituire un ruolo attivo allo studente che si afFida all’insegnante e ci rammenta che la scuola e l’azione pedagogica devono rappresentare lo spazio del possibile…che solo la Pedagogia fa dell’Educazione e dell’Istruzione un processo di emancipazione e liberazione umana che si oppone a ogni forma di reificazione e di disumanizzazione...E’ necessario riacquisire il tempo pedagogico e la sua possibile utopia. C’è bisogno di documentare, di scrivere, di leggere, di sperimentare, di fare ricerca, di FARE PEDAGOGIA: è una nuova battaglia, anche più grande della Pedagogia stessa, ma va fatta per tutelare la Persona dal rinnovato rischio di istituzionalizzazione del pensiero.

LINK

Letto 1930 volte Ultima modifica il Lunedì, 08 Aprile 2019 14:07

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Approvo

Nuovo Modello Educativo

Maestri d'Arte per l'Infanzia Milano

Rubriche

PENSARE oltre Rubriche

Collana Libri e Manuali

PENSARE oltre libri e manuali

Video tutorial

Pensare oltre tutorial dislessia