Socrate e la sua sedia - Scienza e Natura a confronto.

  • Posted on:  Martedì, 21 Marzo 2017 11:24
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Riferimenti Corsera 21 febbraio 2017 pag. 27 – Se il cervello è disonesto – Giuseppe Remuzzi ditto pag. 43 – Aristotele è vivo e vegeto = Un faro per gli scienziati = Medici e biologi recuperano le sue nozioni e il mondo anglosassone studia la metafisica - Giovanni Ventimiglia

Socrate e la sua sedia

Nel Fedone (al n° 47) troviamo Socrate, condannato a morte dagli ateniesi, che potrebbe fuggire e salvarsi la vita. Egli ci racconta come, studiando Anassagora, avesse appreso che l’azione combinata dei suoi muscoli, tendini, ossa, gli rendevano possibile piegare le membra e stare seduto sulla sua sedia. Poi ci dice che il vero motivo del suo star seduto stava nella sua decisione di obbedire alle leggi di Atene.

Cos’è la verità? Siamo forse di fronte a due ambiti, in apparente antinomia? provo difficoltà nel dare etichette, visto che Socrate e Anassagora erano entrambi filosofi: denoterò con F(ilosofia) la posizione del primo, e con N(atura) quella del secondo.

Nel Corriere della Sera del 21 febbraio sono comparsi due interessanti, ben scritti articoli che possono recare altrettanti contributi al mai sopito tema dopo tanti secoli.

Per l’ambito F, a pag. 43 un articolo di Giovanni Ventimiglia, dal lungo titolo Aristotele vivo e vegeto – Un faro per gli scienziati – Medici e biologi recuperano le sue nozioni e il mondo anglosassone studia la metafisica - cita il biologo Denis Noble: “noi siamo il sistema che fa sì che il codice dei geni possa essere letto; ……. noi siamo lo scopo ultimo della loro esistenza”. Aggiunge che la lettura di Aristotele può contribuire a far riscoprire la purezza della fonte originaria della filosofia come della scienza.

Per l’ambito N, a pag. 27 un articolo di Giuseppe Remuzzi, dal non breve titolo Se il cervello è disonesto – La nostra capacità di imbrogliare ha basi biologiche - E uno studio dimostra perché ci abituiamo espone con chiarezza i risultati di una ricerca che dimostra “il cervello di chi cade in trasgressione sulle prime si attiva solo a livello dell’amigdala; il segnale si riduce col crescere della trasgressione”.

Il prof. Ventimiglia getta una specie di ponte da F a N parlando di fonte originaria comune. Ma quella che allora era filosofia della natura oggi è, dopo Galileo, scienza, con degli statuti interamente nuovi.

Il prof. Remuzzi non offre ponti da N a F, né, intendiamoci, è tenuto a farlo, trattandosi di un ambito rigorosamente scientifico. Tuttavia …

Si sa che non spetta agli autori degli articoli il titolo da premettere agli stessi. Tuttavia il lettore può essere tratto in inganno. È il cervello a essere disonesto, o piuttosto lo è colui che compie la disonestà?

È merito dell’ambito F l’avere chiarito l’estensione del concetto di causa. È merito dell’ambito N, mediante quel ramo della matematica che è la statistica metodologica, l’aver chiarito la differenza tra causa e correlazione. Dalla ricerca citata dal prof Remuzzi risulta una possibile correlazione. Dico possibile perché manca l’esperimento di controllo.

Da molto tempo succede di leggere notizie di scoperte di geni responsabili, ad esempio, dell’alcolismo o di altre piaghe sociali. È presumibile che si tratti solo di scelta dei termini, “il cervello è disonesto”, o di “geni responsabili” in altri casi. Ma penso che sarebbe consigliabile che, data l’importanza dell’argomento, gli autori rendessero esplicita la loro posizione, da qualunque parte essa stia.

Ciò che consiglio ad altri vale anche per me. Ritengo che in gioco vi sia il principio di responsabilità, senza il quale non credo sia possibile costruire un buon sistema di convivenza tra gli uomini, Sono inoltre convinto che anche se l’ormai secolare ricerca del correlato della coscienza nel cervello portasse a qualche risultato, il fondamento immateriale del libero arbitrio non ne sarebbe scalfito.

L’essere umano, questo strano ibrido tra anima e macchina …

Letto 1394 volte Ultima modifica il Martedì, 21 Marzo 2017 11:27

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