La didattica al posto della patologizzazione.

  • Posted on:  Giovedì, 27 Aprile 2017 08:09
C’è una tendenza preoccupante nelle nostre scuole, a certificare sempre più bambini con disturbi di dubbia scientificità, somministrare psicofarmaci a migliaia di loro per sedare la loro vivacità: le ripetizioni aumentano a dismisura, e gli scolari annaspano in un’istruzione difficile e faticosa che non guarda al ritmo di apprendimento diverso per ogni bambino, non rispetta la gradualità, ma mette soltanto l’attenzione su tempo di esecuzione e velocità di consegna.
E se un alunno non ce la fa in quel tempo, arriva la certificazione!
I genitori sono sempre più preoccupati: si sentono disarmati e in colpa per non saper gestire la situazione, pensano di aver fatto la scelta scolastica sbagliata, di aver forse trascurato i propri figli, di avere un figlio malato o disturbato, di aver fallito come genitori. Le mamme chiedono aiuto quando subiscono pressioni da parte degli insegnanti, affinché i propri figli vengano indirizzati in un Centro di Neuropsichiatria Infantile per essere sottoposti a test e subire in seguito una certificazione che li accompagnerà nel loro futuro.
Gli psicologi entrano nelle scuole durante l’orario curriculare per attuare progetti sull’affettività, sulle relazioni interpersonali o per osservare direttamente gli alunni durante lo svolgimento delle attività scolastiche. Attraverso tale osservazione, fanno poi una relazione o, se autorizzati, stilano una diagnosi. Spesso i genitori ignorano la presenza di questi “specialisti” all’interno della classe o non la condividono. Invece dovrebbero essere messi nella condizione di poter fare una scelta nel completo consenso informato. Ricordiamo che non si tratta di valutare l’aspetto didattico, cosa che fa giornalmente un insegnante, ma il profilo psicologico.

Cosa sapere

Il Codice sulla privacy (D. Lgs 196/03) prevede la necessità che l'interessato, prima della raccolta dati, esprima il proprio consenso al trattamento dei dati. Inoltre all'interessato sono riconosciuti i diritti di cui all'articolo 7, tra cui anche il diritto di ottenere "la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati".
  1. In base alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi (ai sensi della L.241/90) si può richiedere la copia del test e dei questionari somministrati al proprio figlio. "Avverso la decisione di non accoglimento, differimento, o diniego, ovvero decorsi inutilmente 30 giorni dalla data di acquisizione dell'istanza completa di ogni suo elemento, il richiedente può presentare, nell'ulteriore termine di 30 giorni, ricorso al TAR o richiesta di riesame alla Commissione per l'accesso di cui all'art.27 della L.241/90”.
  2. Nel POF (Piano dell'Offerta Formativa della scuola - cioè l'insieme dei servizi che la scuola offre all'utenza) sono inseriti tutti i Progetti che verranno attuati nelle classi nel corso dell’anno scolastico; se qualcuno ne vuole conoscere i dettagli, può chiederne una copia all’insegnante o alla Dirigenza, o richiedere un incontro con l'insegnante.
  3. I genitori, in quanto tutori dei propri figli, devono essere informati di tutto ciò che ruota intorno alla scuola, e chi entra nelle classi del proprio figlio. In coordinazione con gli insegnanti, e dopo avere valutato le capacità di apprendimento dei propri figli, la scelta finale riguardo educazione e istruzione dei ragazzi spetta ai genitori.

Cosa fare

1. Scaricare la lettera di esenzione a screening, test psicologici, consulenza psicologica o di salute mentale. Recatevi alla Segreteria della scuola frequentata da vostro figlio e presentate una comunicazione da voi scritta, firmata e fatta protocollare, che dichiari il vostro totale rifiuto a far sottoporre vostro figlio, all'interno della scuola, a prove di valutazione psicologico-psichiatrica, come per esempio test cognitivi, di personalità, del comportamento, questionari di indagine del linguaggio, della valutazione dell'ansia e della depressione o simili. Specificate che tale divieto resta valido per tutte le classi frequentate in quell'Istituto sino a revoca scritta e firmata. (Scarica esempio) Questo eviterà che i vostri figli partecipino alle iniziative proposte e vi metteranno al riparo da qualsiasi intervento a vostra insaputa.
2. Qualora un bambino abbia delle difficoltà a scuola in una o più discipline, i genitori possono chiedere un incontro con il corpo docente per cercare di capire dove sono iniziate le difficoltà, cosa non è stato compreso e ottenere, con la collaborazione degli insegnanti: schede mirate, continui esercizi, utilizzo eventuale di ore di recupero all’interno della giornata scolastica e colmare così le lacune e le difficoltà.
3. Riflettere profondamente e seriamente... tra genitori e poi possibilmente anche con gli insegnanti e provare a rispondere a queste domande:
  • quali eventi possono aver turbato il bambino?
  • quale situazione gli sta facendo vivere un “conflitto interiore”?
  • in che modo l’autostima e la sensibilità del bambino possono essere state ferite?
  • a quali discussioni forti il bambino ha assistito senta aver poi avuto la possibilità di parlarne o di esplicitare il proprio pensiero e le proprie preoccupazioni a riguardo con i genitori?
  • quali possono essere i motivi del suo “blocco”?
  • quanto si senti a suo agio a scuola? Quanto si sente a disagio?
  • quanto il bambino può sentire di essere sempre in un territorio minacciato?
  • quanto il bambino sente di non potersi rilassare? di non potersi sentire libero di apprendere con i propri tempi?
  • quanto il bambino può sentire che può imparare divertendosi, con gioia e senza ansie e richieste pressanti di prestazione?
  • quanto il bambino si sente o si è sentito “sgridato”, “rimproverato”, “giudicato” al punto di vivere un blocco nella motivazione e nell’apprendimento che si manifesta come un cosiddetto “disturbo dell’apprendimento”?
  • quanto le etichette ed i pensieri giudicanti più o meno espressi esplicitamente fanno sentire il bambino giudicato al punto che il suo disagio aumenta anzichè sciogliersi?
  • cercare di esplicitare con serenità gli argomenti che possono turbare il bambino, in modo che anche lui possa esprimere il suo pensiero, sfogare le sue emozioni, arrabbiarsi se necessario, evitando però che sia accumulata una tensione interna che ruba energia al bambino per tenerla nascosta, creando blocchi cognitivi che se non vengano rimossi agiscono poi in modo inconscio;
  • cercare di sciogliere le probabili cause della tensione del bambino: a volte il conflitto interiore riguarda l’identità, la sensazione di non avere un proprio territori dove potersi rilassare veramente, dove non sentirsi minacciato; a volte l’autostima è ferita continuamente da giudizi, a volte la paura o il malessere per la separazione dei genitori che non è stata mai veramente elaborata senza tensione; a volte c’è un conflitto di impossibilità motoria legato all’imposizione di stare seduti per troppo tempo nello stesso ambiente... aspetto del tutto innaturale per i bambini...
  • lezioni frontali noiose, presenza del pensiero creativo e/o divergente non compreso, bisogno di contatto con la natura non ascoltato possono portare a manifestazioni più che ovvie e naturali di eccesso di movimento e impazienza che vengono confuse per iperattività o diagnosticate con l’etichetta “ADHD”.
4. Tenere incontri periodici con le insegnanti di classe per monitorare la situazione;
5. Trovare un pedagogista o un educatore con una visione olistica e che lavora per de-patologizzare il bambino e aiutarlo attrtaverso una relazione empatica e una didattica creativa a riavvicinarsi al sapere con gioia ed entusiasmo, senza fretta e nel rispetto dei suoi tempi e della sua sensibilità
6. Qualora gli insegnanti, attraverso una comunicazione scritta o tramite un colloquio individuale, intendano indirizzarvi presso specialisti o strutture accreditate per effettuare delle diagnosi su vostro figlio, voi avete il diritto di rifiutarvi, in quanto unici tutori e responsabili del minore.Potete richiedere sulla base di cosa, esami, valutazioni o altro, vi viene fatta la richiesta, chiedetene copia poiché per la legge 241/90 sulla trasparenza art 9 avete diritto ad avere la documentazione che riguarda vostro figlio.Inoltre potete appellarvi all'articolo 32 della Costituzione che recita:
Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della dignità umana.
In quanto genitori potete comunicare agli insegnanti che vostro figlio verrà aiutato a colmare le sue lacune scolastiche e a superare le difficoltà attraverso un recupero mirato fatto da un educatore esperto di Nuove Pedagogie e Didattica Creativa al di fuori dell'orario scolastico. Inoltre poiché l'educazione e l’istruzione dovrebbero essere il risultato delle attività degli insegnanti in collaborazione e con il sostegno dei genitori e delle capacità di apprendimento da parte del bambino, il Codice sulla privacy (D.Lgs. 196/03) prevede la necessità che l’interessato prima della raccolta dati esprima il proprio consenso al trattamento dei dati; inoltre all’interessato sono riconosciuti i diritti di cui all’articolo 7, tra cui anche il diritto ad ottenere la cancellazione dei dati trattati in violazione di legge; in buona sostanza i genitori devono essere messi nella condizione di poter effettuare una scelta nel completo consenso informato, trattandosi di interventi "diagnostici" sul proprio figlio. Quanto detto sopra non vuole essere una rimostranza nei confronti della scuola, bensì l'esercizio dei diritti e dei doveri di genitore, a cui sta a cuore la sicurezza e la salute dei propri figli.
6. Nei casi estremi i genitori possono:
  • far cambiare scuola ai propri figli: è già successo che bambini a rischio di certificazione in una scuola, abbiano risolto le loro difficoltà cambiandola.
  • organizzarsi per fare Educazione Parentale (o Home-Schooling) e sottoscrivere la dichiarazione di responsabilità sull’Istruzione dei figli, togliendo in un certo senso la delega alla scuoala, e dichiarare di avvalersi del diritto all’Educazione Parentale : sono i genitori gli unici responsabili dell’istruzione e dell’educazione dei Figli: hanno il dovere di garantire loro un’istruzione adeguata, ma non è affatto obbligatorio che debba essere svolta nella scuola pubblica. Le famiglie che praticano l’Istruzione Parentale sono in Itala e nel Mondo se pre più numerose. Esistono anche numerosi progetti di Home-Schooling compartecipati che coinvolgono più famiglie. E’ sempre possibile richiedere l’esame di ammissione per rientrare nel circuito scolastico tradizionale. Tutte le info sul sito www.educazioneparentale.org
IMPORTANTE: è stato rilevato che gli screening psicologici non sempre avvengono tramite test. Rapporti ricevuti ci dicono che per evitare le lamentele dei genitori si fanno dei temi che vengono visionati dagli psicologi, si ricorre alla semplice osservazione dei bambini impegnati in normali attività di gioco (con giochi proposti da psicologi), ecc. Ultimamente, consegnano persino dei test a casa chiedendo ai genitori stessi di rispondere.
Ricordate che per sottoporre i vostri figli a test e questionari psicologici o dei disturbi dell'apprendimento È NECESSARIO IL CONSENSO INFORMATO DA PARTE VOSTRA E CHE VI POTETE OPPORRE. Nel caso in cui i vostri figli siano stati sottoposti a test psicologici a vostra insaputa potete fare un esposto per la violazione della legge sulla privacy (D. Lgs. 196/03 e successivi), che potrete inviare ad esempio al Direttore dell'Ufficio Scolastico della Regione in cui risiedete, all'Assessore all'Istruzione e Formazione della Regione, al Garante della Privacy (Piazza Monte Citorio 121, 00186 Roma), ecc. Copia dell'esposto potete inviarlo anche al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.
  • Proponetevi come rappresentante dei genitori della classe; in tal modo, presenziando alle varie riunioni, potrete monitorare meglio la situazione didattico-educativa della classe. Inoltre avrete la possibilità di avere una maggiore comunicazione con le insegnanti di classe e collaborare con loro, aiutando in tal modo l'istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da impartire ai vostri figli.
  • Proponetevi di far parte del Consiglio d'istituto e, diventando così parte attiva e responsabile della vita scolastica vi impegnerete, insieme ad altri genitori, a restituire la scuola ad insegnanti professionisti che guidino gli alunni, affinché possano crescere in modo sano ed equilibrato, sviluppando la loro personalità e consolidando, potenziando le conoscenze acquisite che applicheranno poi nella vita.
  • Qualora vostro figlio, durante un colloquio avuto con gli insegnanti o con il coordinatore del corpo docenti, dovesse correre il rischio di venire segnalato come "affetto" da "handicap", piuttosto che da "disturbi dell'apprendimento" (disgrafia = incapacità di scrivere in modo corretto; dislessia = difficoltà nell'imparare a leggere, errori e lentezza nella lettura; discalculia= difficoltà negli utomatismi di calcolo ed elaborazione dei numeri) a seguito di test a cui è stato sottoposto, ricordatevi che voi siete i tutori e responsabili di vostro figlio. Vi consigliamo di raccogliere tutti i dati e di farvi consegnare tutta la documentazione e di intraprendere le azioni necessarie volte a proteggere il vostro bambino.
  • Qualora vostro figlio sia già stato diagnosticato "affetto da…", avete tutto il diritto di fare OPPOSIZIONE. Ricordate: I GENITORI SONO GLI UNICI TUTORI RESPONSABILI DEI PROPRI FIGLI, NON È LA SCUOLA! "Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su giovani menti". (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag. 385). Vi consigliamo di raccogliere tutti i dati e di farvi consegnare tutta la documentazione e di intraprendere le azioni necessarie volte a proteggere il vostro bambino.

Fonte: DE-PATOLOGIZZAZIONE E DIDATTICA CREATIVA

Letto 2236 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Marzo 2019 09:51

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Approvo

Nuovo Modello Educativo

Maestri d'Arte per l'Infanzia Milano

Rubriche

PENSARE oltre Rubriche

Collana Libri e Manuali

PENSARE oltre libri e manuali

Video tutorial

Pensare oltre tutorial dislessia