DSA Disturbi specifici dell'apprendimento: le diagnosi sono sempre giuste e fondate?

  • Posted on:  Martedì, 27 Febbraio 2018 16:25

di Eleonora Giovinazzo

Possibile che così tanti bambini abbiano sviluppato questi disturbi?

In un recente libro, il pedagogista Daniele Novara solleva dubbi sulla fondatezza delle diagnosi e sul boom di certificazioni, non in linea con le statistiche internazionali. Soprattutto, punta il dito contro il sistema scolastico, responsabile a suo dire di instillare nei genitori il dubbio dell'inadeguatezza dei figli di fronte al sistema educativo. Abbiamo ascoltato il suo punto di vista.

Negli ultimi anni in Italia si è assistito a un discutibile boom di diagnosi e relative certificazioni: dai disturbi dell’attenzione a quelli dell’apprendimento, dalla dislessia alla discalculia. Bambini che in passato sarebbero stati definiti come vivaci o indisciplinati oggi hanno diagnosi precise, con certificazioni rilasciate da neuropsichiatri. Eppure, la neuropsichiatria infantile è una branca specialistica della medicina che si occupa dello sviluppo neuropsichico e dei suoi disturbi, neurologici e psichici, nell'età fra zero e diciotto anni. Possibile che così tanti bambini abbiano sviluppato questi disturbi? Nel suo ultimo libro, “Non è colpa dei bambini. Perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare”, il pedagogista Daniele Novara evidenzia che l'accelerazione con cui le diagnosi stanno crescendo nelle scuole italiane non è in linea con le statistiche internazionali.

Il pedagogista sostiene che stiamo sostituendo la psichiatria all’educazione e che in questi ultimi anni è diventato “perversamente più facile definire ‘malato’ un bambino che impegnarsi a educarlo in maniera corretta. “Confondere un bambino molto vivace con un bambino affetto da Disturbo della condotta o da ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) è un grave errore - scrive Novara nel suo libro - È fondamentale fare chiarezza sulla sostanziale differenza tra le difficoltà che un bambino o un ragazzo può incontrare a causa dell’immaturità del suo sviluppo e una patologia vera e propria. La mia impressione è che nel dubbio si scelga la via della certificazione, quasi per non correre rischi, quasi per non lasciare i genitori senza “una risposta”.

Ma perché siamo arrivati a preferire la terapia ai metodi educativi? Come si spiega questa “deriva”? Daniele Novara sottolinea la necessità di una scuola diversa, di un restyling educativo per i genitori, del rispetto delle diverse tempistiche di apprendimento dei ragazzi e soprattutto delle insidie che si nascondono dietro queste certificazioni ed etichette, principalmente per quanto riguarda l’autostima di bambini e ragazzi. Novara dà inoltre alcuni consigli a genitori e insegnanti, invitando a resistere prima di ricorrere alle diagnosi: “La terapia va lasciata ai casi specifici e particolari, l’educazione è la prima vera cura”.

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