Genitori e disturbi dei bambini

  • Posted on:  Lunedì, 08 Aprile 2019 13:27
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di Daniele Novara

Esiste una morbosa inclinazione alla diagnosi verso tutti i bambini con difficoltà comportamentali o emotive.

Il rischio delle etichettature è molto, molto forte. In realtà in questi tempi di precarietà, violenza, dominio del profitto il problema educativo principale, secondo Daniele Novara (tra i fondatori del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti), è la fragilità… dei genitori. Tuttavia restano loro “la vera risorsa dei figli se aiutati adeguatamente nell’organizzazione educativa, è la competenza dei genitori che va rafforzata…”. Da qui, un invito ai genitori: resistete a questa ondata di etichettature neuropsichiatriche che partono solo da normali differenze infantili.

Daniele Silvestri, con il suo brano Argentovivo, ha acceso le luci del dell’opinione pubblica su chi ha sempre voglia di dirti come dovresti essere per non essere sbagliato. È facile rivedere nel testo i tanti casi di diagnosi – molto spesso infondate – che etichettano gli alunni della scuola di oggi. Basta pensare al significativo aumento delle certificazioni nelle scuole dell’infanzia di Milano, giusto per riportare un caso recente che rende l’idea del problema.

Sono passati quarantadue anni da quando, nel 1977, l’Italia decise di chiudere le classi differenziali e di svuotare le scuole speciali (Legge 517/77). Con questa Legge – che arrivò ancora prima della chiusura dei manicomi – abbiamo abolito quelle classi differenziali dove venivano concentrati i bambini con disabilità, in genere con ritardo cognitivo, introducendo l’insegnante di sostegno, da affiancare agli alunni in difficoltà.

A fronte di questa eccellenza, però, negli ultimi quindici anni è stata utilizzata la Legge 104 (sulla tutela alla disabilità) per passare da un’attenzione di fatto concentrata su down e neurolesi alla nascita a una morbosa inclinazione alla diagnosi verso tutti i bambini con difficoltà comportamentali o emotive. Creando, quindi, un raddoppio del tutto ingiustificato di certificazioni scolastiche di disabilità grave su base neurodiagnostica, utilizzando il DSM V e l’ICD 10. Ed ecco una sensazione di epidemia di disturbi neuropsichiatrici tra bambini e ragazzi. Anche i DSA (alunni con dislessia, disgrafia ecc…) rientrano in queste classificazioni neuropsichiatriche. Finisce così che in alcune classi un bambino su tre se, non due su cinque, abbiano una neuro-certificazione a stigmatizzarlo. Se a questi aggiungiamo gli alunni BES (bisogno educativi speciali), finisce che, in alcune classi, i bambini con un’etichetta arrivino ad essere più della metà.

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